La storia di come sia facile, durante una ristrutturazione, confondere la fiducia con la professionalità. Ovvero: salvati da una "&"
Parte II: Il Preventivo...
Il preventivo dell’impresa edile, però, non arrivava.
Passò febbraio. Passò marzo. Passò aprile. E il preventivo continuava a non esserci. La risposta era sempre la stessa: “Domani te lo mando.”
All’epoca non lo consideravamo ancora un problema. In Italia molte cose scorrono a un ritmo diverso rispetto alla Polonia. Stavamo semplicemente imparando la pazienza.
Nel frattempo avevamo già ordinato gli infissi, su consiglio dell’appaltatore. Tutto era andato liscio: ordine confermato, acconto versato. Per un momento sembrava uno dei pochi passaggi davvero semplici dell’intero progetto. I veri problemi sarebbero arrivati più tardi…
All’inizio di maggio ricevemmo due fatture per un totale di 9.000 euro, relative alla “demolizione delle fondazioni”. Lavori che non avevamo mai richiesto... Ma il vero ostacolo emerse quando provammo a effettuare il bonifico dal conto italiano.
Per accedere al detrazione fiscale "Bonus Casa", erano necessari dati fiscali corretti, purtroppo i nostri bonifici non partivano. Ore al telefono con l’assistenza non portarono alcun risultato. Alla fine le operazioni vennero addirittura bloccate e l’unica soluzione sarebbe stata recarsi di persona nella filiale di Lugo, a oltre 300 km da Manoppello.
Alla fine pagammo dal nostro conto polacco in euro. Semplicemente. Ma perdendo la possibilità di detrarre quelle spese tramite il Bonus Casa.
Il giorno prima della riconsegna dell’appartamento in affitto a Lugo, arrivarono altre due fatture — questa volta per un totale di 30.000 euro, con la dicitura: “come da offerta del 10 maggio”.
C’era però un dettaglio: quell’offerta non l’avevamo mai vista.
Nel frattempo scoprii che il problema dei bonifici era causato da un carattere speciale nella ragione sociale dell’azienda — il simbolo “&”.
Dopo ore di telefonate e tentativi, si scoprì che il blocco era stato provocato da un semplice segno di punteggiatura. Dobbiamo ammettere che, a quel punto, i primi “sintomi” erano già evidenti: nulla di drammatico, ma qualche dubbio in più aveva iniziato a comparire.
Il problema tecnico era risolto, ma nel frattempo ne era emerso uno molto più serio.
Che cos’era quell’offerta del 10 maggio? Esisteva davvero? E soprattutto: avevamo mai firmato un contratto?
I segnali d’allarme iniziarono a cambiare colore: da verde ad arancione.
Erano circa le dieci di sera quando chiedemmo finalmente una copia del contratto e la ricevemmo poco dopo. Lo leggemmo e restammo sorpresi: un modello generico, formulazioni vaghe, parti in polacco, e sopratutto nessun limite di spesa...
Era tardi e il giorno successivo avremmo dovuto chiudere tutte le pratiche: banca, utenze e trasloco.
Alla fine feci una cosa semplice: caricai il contratto in un sistema di intelligenza artificiale e chiesi di evidenziare le clausole problematiche.
Pochi minuti dopo inviai il documento all’impresa con un breve commento:
“Guarda un po’ quali perle ha trovato l’intelligenza artificiale nel tuo contratto.”
E, quasi come per magia, arrivò finalmente il tanto atteso preventivo...davvero sorprendente...
I cambiamenti importanti nella vita hanno sempre una componente fisiologica: aumento dello stress, dell’adrenalina, disturbi del sonno. Sono fattori che nella pratica cardiologica vengono spesso sottovalutati. Quella notte non dormimmo bene.
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Manoppello, 65024